Ti trovi qui: indice » qm » perche_questo_sito
Perché questo sito
Questo sito sulla Questione Maschile è nato diversi anni fa per un insopprimibile bisogno personale: ho una figlia che ha 15 anni e da 13 non la posso incontrare da solo, ma la vedo sempre in presenza della madre, che logicamente, ha sempre fatto ogni possibile atto per favorire il disagio della figlia in mia presenza, sia allo scopo di potermelo imputare come colpa sia per garantirsi il perdurare in eterno dello status quo, col beneplacito dei giudici (che, di fronte a una bambina in disagio sono andati “in riserva” per anni!!!) e dei servizi sociali, che, se ne sono lavati ampiamente le mani.
L'ultima volta che ho visto mia figlia era l'anno scorso, la settimana dopo Pasqua.
E mi manca da morire…
Il mio dolore, crudo, acerbo, inimmaginabile, incontenibile, mi ha portato a contatto con gruppi di padri che versavano in situazioni analoghe e, con questi, è nato uno scambio di condivisione, che è stato indispensabile per affrontare l'elaborazione (ove e se possibile) di questi oceani di sofferenza.
Ho cominciato a studiare il fenomeno, ho letto moltissimo, sono entrato in contatto con gruppi, associazioni, studiosi e singoli, e il mio sito è cresciuto, pur sempre mantenendo le caratteristiche di condivisione con pochi amici intimi. Infatti, va sottolineato, per 6 anni è stato posto in una parte secondaria del mio sito personale non raggiungibile direttamente dalla home page e solo dal settembre 2009 è stato linkato fin dal frontespizio.
Nonostante la mia incredulità, il sito è stato visto ovunque, perfino su siti di grande diffusione, da Wikipedia in giù, e tutti i coloro che si occupano di padri e di questione maschile mi linkano e mi citano a man bassa.
Ricevo innumerevoli email al riguardo, quasi fossi un esperto conclamato del settore.
Non è così: il mio è un cammino personale di sofferenza, ricerca e riflessione, e su questo impervio cammino ho prodotto questi scritti per una condivisione molto ristretta.
Anche se non sono propriamente un esperto, sono uno che si è fatto molte domande, ha raccolto informazioni, riflessioni, grida di dolore, amare confessioni.
E, indagando, ho scoperto che quella che credevo una mia immensa sofferenza personale, in realtà era un fenomeno molto grande ed esteso, pur se grandemente sottaciuto.
Ma le grandi sofferenze soffocate sono più pericolose di una bomba atomica, prima o poi esplodono, e colpiscono senza guardare in faccia nessuno.
Mi auguro ogni giorno di più che i rapporti tra uomini e donne smettano di essere delle sanguinose battaglie sulla pelle dei bambini.
E, fino a quel giorno, io sarò sempre in prima linea a gridare a squarciagola: “cessate il fuoco!!!”.
Lo scopo del mio lavoro è solo questo.

