Un libro libero

Sono profondamente convinto che, rimodellando la celebre affermazione di Newton, senza la presenza di giganti alle nostre spalle noi tutti saremmo dei nani. Quasi tutto quello che sappiamo e sappiamo fare, oggi, è merito del lavoro, della fatica, dell'ingegno, della creatività, di milioni di esseri umani che ci hanno preceduto.

Per ogni nostro sapere abbiamo infinite riconoscenze, per ogni oggetto o concetto che usiamo quotidianamente ci sono dietro mille padri, pur se ne ignoriamo l'esistenza. Se l'uomo ha potuto costruire quello che oggi chiamiamo “civiltà” questo lo si deve unicamente alla condivisione delle conoscenze teoriche e pratiche.

Sono profondamente in disaccordo con l'uso rapinoso e paralizzante che si sta facendo oggi del diritto d'autore (che andrebbe meglio chiamato diritto d'editore), volto a bloccare il progresso scientifico e culturale dell'umanità a “vantaggio” di pochissimi.

L'editoria oggi ha preso una direzione vergognosa: l'editore non promuove più i suoi libri né aiuta, consiglia e assiste i suoi autori, come avveniva in passato, ma li sfrutta all'osso e blocca a volte la diffusione delle opere per paura di non intascare qualcosa. Migliaia di titoli librari non sono disponibili perché esauriti, ma non si possono liberamente fotocopiare o in qualsiasi modo fruire perché “protetti” dal copyright. Questi libri sono i desaparecidos della cultura, vittime di un sistema che antepone lo sfruttamento economico dell'opera alla dignità e alla fruibilità della stessa. Inoltre, a parte rare eccezioni rappresentati dai romanzieri di successo, oggi un editore, per pubblicare un libro senza correre il minimo rischio economico, pretende dall'autore una enorme quantità di denaro, denaro che l'autore di un libro specialistico a diffusione, ovviamente, limitata, non vedrà mai ritornare indietro, nonostante gli sforzi compiuti per realizzare l'opera.

Pertanto tutta l'editoria a contenuto specialistico, indispensabile comunque per il progresso dell';umanità, grava economicamente solo ed unicamente sugli studiosi, che si fanno carico del doppio sacrificio di portare avanti le loro ricerche e di pubblicare i risultati di queste sempre e comunque a loro spese.

Uno dei più grandi valori della civiltà umana è, ribadisco, la condivisione delle idee e delle conoscenze. Quando le persone si scambiano oggetti e denari, si ritrovano alla fine in possesso di valori, espressi in oggetti e denari, più o meno equivalenti a quello che avevano prima, ma se le persone si scambiano idee e conoscenze, ciascuna nello scambio sarà profondamente arricchita, senza che nessuna, al contempo, possa rimanere impoverita.

Su questo principio è sorto di recente un grandissimo movimento mondiale che potremmo chiamare “delle conoscenze aperte” formato da persone che, stanche della paralisi culturale apportata da brevetti e diritti d'autore, mettono a libera disposizione dell'umanità idee, testi, conoscenze, software, manualistica, in pratica ogni tipo di opere dell'ingegno, movimento di cui sono appassionato e attivo sostenitore.

Su queste premesse, se voglio che questa mia fatica abbia senso e che non venga imprigionata da contratti, cavilli ed editori e tutte quelle terribili gabbie legali che potremmo definire come i preservativi della cultura, l'unico mezzo che ho per “tutelarla” veramente è quello di donarla, tramite le meravigliose possibilità offerte da Internet, a tutti coloro che possono essere in qualche modo interessati a leggerla e ad utilizzarla.

Questo libro, quindi, è un testo libero: chiunque può scaricarlo, duplicarlo, leggerlo, redistribuirlo ed utilizzarlo, con gli unici vincoli di citarne la fonte (perché me ne assumo la paternità e quindi anche la responsabilità) e di non farlo a fine di lucro (in tal caso è obbligato a contattarmi, perché è giusto che in qualche modo ne partecipi anch'io).

Anche gli strumenti tecnici con cui è stato realizzato sono quasi tutti strumenti liberi: il testo è stato scritto integralmente con OpenOffice e con lo stesso programma sono state realizzate le illustrazioni e la conversione in PDF, alcuni ritocchi alle immagini sono stati ottenuti con Gimp, e il server che lo distribuisce sul Web è basato su Linux. Solo gli esempi musicali sono stati realizzati con FinaleTM, non essendo disponibile al momento, nel mondo Open Source, un software altrettanto pratico e di rapido utilizzo.


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