Ti trovi qui: indice » qm » riflessioni_generazionali
Riflessioni generazionali
Non amo particolarmente inserire nelle mie pagine dei testi non miei.
Tuttavia, una email che circola su Internet e che ho ricevuto numerose volte da parte di cari amici mi ha colpito particolarmente, perché sento ogni giorno la pesantezza dell'ansia dilagante di questa nostra nostra civiltà, ansia che è diventata religione e scopo e si autopropaga e autoalimenta creando a sua volta meccanismi ansiogeni in reazioni a catena.
Questa email l'ho ricevuta già decine di volte, e continuo a riceverla. Questo mostra un notevole movimento di riflessione sul tema.
Siamo abituati a pensare solo al peggio, come se questo striminzito parto della nostra mente fosse la totalità dell'esistente.
Quando abbiamo pensato al peggio ci definiamo realisti e ci facciamo i complimenti per avere fatto brillantemente il quadro completo della situazione.
Cerchiamo sicurezze e tutele ben oltre i limiti dell'accettabile, precludendoci le cose più belle e naturali della vita per dare spazio alle sole paure.
Sento la melensaggine e la noia di una società che vuole costruire lo stato etico, lo stato mamma, che vuole stabilire per legge il bene e il male ed imporre il bene per legge, invece di lasciare ai cittadini il compito di essere responsabili e di sviluppare l'arte del discernimento.
E questo senso dello stato mamma sta arrivando, grazie al recepimento di direttive comunitarie, sempre più esagerate nell'ipertutela da tutti i possibili pericoli che le nostre menti malate inventano, a dei parossismi preoccupanti.
Tu che sei nato prima del 1970: a ben pensarci, è difficile credere che siamo vissuti fino ad oggi !!
Da bambini, andavamo in macchina (quelli che avevano la fortuna di averla) senza cinture di sicurezza e senza air bag.
E viaggiare nel cassone posteriore di una pickup, in un pomeriggio torrido, era un regalo speciale.
I flaconi dei medicinali non avevano delle chiusure particolari.
Bevevamo l'acqua dalla canna del giardino, non da una bottiglia. Che orrore!!
Andavamo in bicicletta senza usare un casco.
Passavamo dei pomeriggi a costruirci i nostri “carri giocattolo”.
Ci lanciavamo dalle discese e dimenticavamo di non avere i freni fino a quando non ci sfracellavamo contro un albero o un marciapiede. E dopo numerosi incidenti, imparavamo a risolvere il problema…. noi da soli!!!
Uscivamo da casa al mattino e giocavamo tutto il giorno; i nostri genitori non sapevano esattamente dove fossimo; nonostante ciò sapevano che non eravamo in pericolo. Non esistevano i cellulari. Incredibile!!
Ci procuravamo delle abrasioni, ci rompevamo le ossa o i denti… e non c'erano mai denunce, erano soltanto incidenti: nessuno ne aveva la colpa.
Ti ricordi degli incidenti? Avevamo delle liti, a volte dei lividi. E anche se ci facevano male e a volte piangevamo, passavano presto; la maggior parte delle volte senza che i nostri genitori lo sapessero mai.
Ci dividevamo una Fanta con altri 4 amici, dalla stessa bottiglia, e nessuno mai morì a causa dei germi.
Non avevamo la Playstation, né il Nintendo, né dei videogiochi, né la TV via cavo, né le videocassette, né il PC, né Internet; avevamo semplicemente degli amici. Uscivamo da casa e li trovavamo.
Andavamo, in bici o a piedi, a casa loro, suonavamo al campanello o entravamo e parlavamo con loro. Figurati: senza chiedere il permesso! Da soli! Nel mondo freddo e crudele! Senza controllo! Come siamo sopravissuti
Ci inventavamo dei giochi con dei bastoni e dei sassi.
Giocavamo con dei vermi e altri animaletti e, malgrado le avvertenze dei genitori, nessuno tolse un occhio ad un altro con un ramo e i nostri stomaci non si riempirono di vermi.
Alcuni studenti non erano intelligenti come gli altri e dovevano rifare la seconda elementare. Che orrore!!! Non si cambiavano i voti, per nessun motivo.
I peggiori problemi a scuola erano i ritardi o se qualcuno masticava una cicca in classe.
Le nostre iniziative erano nostre. E le conseguenze, pure. Nessuno si nascondeva dietro a un altro. L'idea che i nostri genitori ci avrebbero difeso se trasgredivamo ad una legge non ci sfiorava; loro erano sempre dalla parte della legge.
Se si comportavi male i tuoi genitori ti mettevano in castigo e nessuno li metteva in galera per questo.
Sapevamo che quando i genitori dicevano “NO”, significava proprio NO.
I giocattoli nuovi li ricevevamo per il compleanno e a Natale, non ogni volta che si andava al supermercato.
I nostri genitori ci facevano dei regali con amore, non per sensi di colpa.
E le nostre vite non sono state rovinate perché non ci diedero tutto ciò che volevamo.
Questa generazione ha prodotto molti inventori, amanti del rischio e ottimi risolutori di problemi.
Negli ultimi 50 anni c'è stata un'esplosione di innovazioni e nuove idee.
Avevamo libertà, insuccessi, successi e responsabilità, e abbiamo imparato a gestirli.
Tu sei uno di loro. Complimenti!!!
Invia questo ad altri che abbiano avuto la fortuna di crescere prima che gli avvocati e i governi regolassero la nostra vita.
Non condivido, ovviamente le conclusioni che coloro che sono nati prima del '70 fossero chissà che cosa, perché è proprio questa generazione ha creato le successive, e quindi un bel po' di problemini, in qualche modo, li ha comunque trasmessi.
Tuttavia queste riflessioni, espresse in forma così spontanea e ingenua, fanno sempre scaturire numerosissime idee.
27/05/2003

