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opere:lamenti

Lamenti italiani del primo '600

Il più famoso “lamento” della storia della Musica è il Lamento d'Arianna di Monteverdi, l'unico frammento pervenutoci della perduta opera Arianna, riproposto dallo stesso autore anche con altro testo nel Pianto della Madonna, probabilmente a causa dell'immensa notorietà che tale pagina ebbe presso i contemporanei. Il lamento nel primo '600 era una forma musicale a se, o, per lo meno, un topos musicale ben definito e abbondantemente praticato da moltissimi compositori coevi del grande Claudio.

Avendo effettuato, in occasione di due specifiche manifestazioni concertistiche, delle trascrizioni in notazione moderna di lamenti italiani del primo '600 tratti da una collezione di manoscritti che si trovano nella Biblioteca Universitari di Bologna, ho pensato utile mettere a disposizione di tutti gli interessati questi testi, che per altro, ho visto spesso circolare in fotocopia nel mondo degli appassionati di musica antica.

DownloadAutore e TitoloDescrizioneDimensioniorganico
pdf.jpgAnonimo: Lamento del Re di Tunisi nella fuga del prencipe suo primogenitoParto d'illustre penna, ancorché anonima, questo brano è un eccellente esempio di lamento a carattere tragico e tutt'altro che di circostanza. Il conflitto tra la rabbia e l'amore crea un capolavoro.256 kbvoce e continuo
pdf.jpglo stesso brano di prima trasposto un tono sotto rispetto all'originale (a causa della scomoda tessitura vocale)258 kbvoce e continuo
pdf.jpgG. Carissimi: Siam tre miseri piangentiE' un raffinato gioco di ironia, squisitamente teatrale e facilmente drammatizzabile, cosa che fa supporre che potesse essere stato concepito per una burla carnascialesca o qualcosa di simile.257 kb3 voci (soprani) e continuo
pdf.jpgG. Carissimi: Lamento della Regina di ScoziaLe ultime parole di Maria Stuarda sul patibolo, testamento appassionato e drammatico.203 kbvoce e continuo
pdf.jpglo stesso brano di prima trasposto un tono sotto rispetto all'originale (a causa della scomoda tessitura vocale) 203 kbvoce e continuo
pdf.jpgAntonio Giramo: La pazzaQuesto compositore partenopeo ci offre un brano estremamente ricco di colore e di opportunità drammatiche, in una struttura quasi di rondò. E' allo stesso tempo ironico e patetico, come tutti gli effetti della follia. Stupenda la trovata dell'aria del colascione, praticamente un'aria dentro l'aria.200 kbvoce e continuo
pdf.jpgLuigi Rossi: Ingordo uman desioLamento a soggetto spirituale di eccellente fattura e varietà.247 kbvoce e continuo
pdf.jpgLuigi Rossi: Lamento di Zelemì turcaE' il lamento di una donna di Algeri a cui è scappato il suo schiavo cristiano di cui, alla fine, si confessa struggentemente innamorata. Anche qui il conflitto è tra la rabbia e l'amore. Lo struggente ritornello ricorda una storia da cantastorie.223 kbvoce e continuo
pdf.jpgBarbara Strozzi: La mia donna perché cantaUna delle pagine più comiche e spiritose del '600 italiano. E' il lamento di un pover'uomo che narra le angherie subite dalla disinibita cantante che si è preso in moglie. Quello che il testo esplicitamente omette, viene suggerito dalle sillabe del solfeggio che, in successione, formano parole italiane (gioco ben conosciuto dagli studenti di solfeggio). Scritta amabilmente da una donna, ironizza finemente sulla scaltrezza del mondo femminile e sull'ingenuità maschile.212 kbvoce e continuo
pdf.jpgBarbara Strozzi: Lagrime mieUna gemma di raffinato lirismo, altissimamente ispirata. E' il lamento di un amante abbandonato traboccante di pathos e di delicate perle melodiche.200 kbvoce e continuo
pdf.jpgBarbara Strozzi: Non paventoBrano di enorme ricchezza musicale e vocale, sprezzante e fiero lamento di un amante abbandonato. Particolarmente raffinata la condotta del basso continuo che sembra quasi un personaggio a se.156 kbvoce e continuo
pdf.jpgBarbara Strozzi: Mi fa rider la speranzaAnche se affrontato con stile ironico, il lamento è struggente e sentito. L'ironia, anche e soprattutto vocale, acuisce l'efficacia e il pathos drammatico meglio di qualsiasi altro mezzo.107 kbvoce e continuo
pdf.jpgBarbara Strozzi: Non ti doler cor mioLamento di amante abbandonato, breve, strofico, struggente, con atteggiamenti melodici che ricordano anche atmosfere sacre. Il gioco di parole su “Barbara” inteso sia come nome di donna che come aggettivo è classico e abusato, oltre che essere il nome della compositrice. 85 kbvoce e continuo
pdf.jpgBarbara Strozzi: Sospira amato mio coreDuetto da camera di grande effetto, tanto banale nel testo (i soliti languori, sospiri, ecc.) quanto splendido e ricco nella vocalità.123 kb2 voci e continuo

N.B.

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  • Per una mia preferenza personale, nata al tempo in cui studiavo basso continuo, ho lasciato sempre un pentagramma vuoto, per consentire al continuista di scrivere appunti, schizzi e imitazioni.

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opere/lamenti.txt · Ultima modifica: 2017/03/31 18:10 (modifica esterna)