Liberi da pregiudizi

Le opinioni degli altri, se differenti dalla nostre sono automaticamente dei pregiudizi.

Le nostre opinioni, ovviamente, sono profondi convincimenti e valori.

Solo e unicamente le nostre opinioni sono valori e sono aderenti alla verità.

Gli argomenti degli altri a dimostrazione dei propri convincimenti sono sempre falsi e
pregiudizievoli a loro volta.

E’ indispensabile che gli altri abbandonino al più presto le loro idiote idee precostituite abbracciando, con entusiasmo, la nostra inattaccabile verità.

Esiste una sola verità: la nostra, e quest’ultima si abbraccia e si riconosce, non si discute, perché il volerne discutere significa essere ancora nel profondo abisso dell’errore.

Prima gli altri abbandoneranno i loro meschini pregiudizi, prima si ripuliranno da pensieri falsi, malevoli e nauseabondi, potendo così godere dell’immensa gioia della verità.

In tutte le questioni di principio e di opinione noi abbiamo assolutamente ragione e gli altri torto.

Firmato
Il Grande Inquisitore

P.S.
Se qualcuno ha difficoltà a liberarsi dai propri pregiudizi, abbiamo metodi focosi e ardenti che ottengono il risultato in maniera certa e definitiva.

Il vero costo della corruzione

Pochi giorni fa il procuratore generale aggiunto della Corte dei Conti, Maria Teresa Arganelli, ha affermato che la corruzione in Italia vale circa 60 miliardi di euro, che nell’anno 2011 sono state inflitte condanne in primo grado solo per 75 milioni di euro e che il 50% dell’intero giro economico della corruzione in Europa è prodotto dall’Italia.

Questi dati sono logicamente preoccupanti e raccapriccianti, ma visto che io sono un guastafeste abilissimo, vorrei dire che i danni reali della corruzione sono di gran lunga peggiori di questo, pur terribile, calcolo.

Corruzione, nella maggior parte dei casi, vuole dire che un pubblico amministratore affida lavori, impieghi e consulenze oppure acquista dei beni e dei servizi per uso pubblico non in base alla qualità e alla utilità dei beni e delle opere commissionate, ma in base alla tangente ricevuta.

Pertanto, se anche si potessero recuperare i soldi delle mazzette, questo non porterebbe un grande giovamento, perché ci troveremmo di fronte a beni e servizi, se non inutili e, comunque, della più infima qualità.

Infatti spesso percorriamo strade – gruviera, pur se appena costruite o riasfaltate, vediamo pubblici edifici costruiti alla peggio non posso, senza alcuna qualità né logica, vediamo costruire opere inutili e spesso dannose per il paesaggio e l’ambiente,vediamo  fare restauri incompetenti che rovinano l’opera da restaurare.

Relativamente ai danni morali, tutti parlano di danni all’immagine, ma anche questi, secondo me, non sono i più gravi.

Il vero danno morale della corruzione è il messaggio che trasmette: la qualità non conta niente, ogni merce o ogni lavoro, per quanto orripilante avrà sempre un ricco mercato se si ungono bene i meccanismi; la collettività è solo una discarica in cui sversare schifezze e incompetenze vendendole a peso d’oro.

Il fiume di denaro per le mazzette e per fare la cresta sulle pubbliche forniture è, quindi, solo un aspetto del problema.

Quello più drammatico è dovere convivere con strade impercorribili, edifici pubblici fatiscenti, servizi pubblici scadentissimi, acquedotti colabrodo, trasporti impraticabili, sistemi di sicurezza inesistenti, prodotti ottimi che non ricevono autorizzazione o omologazione e prodotti pessimi che la ricevono, regolamenti che costringono il cittadino ad acquistare determinati beni e servizi per essere in regola, e, soprattutto, imbattersi in pubblici dipendenti e funzionari la cui arroganza e incompetenza ostenta con chiarezza il vero motivo della loro assunzione.

Aspetti certamente difficili da quantificare in termini strettamente pecuniari, ma che non sono affatto secondari.

Morti di sonno

Il Marchese Ghiriberto Ghiribaldo della Ghirardesca, mentre si contorceva spasmodicamente tra le lenzuola, da una fessura della finestra della sua villa di Sonnino, fu ferito da un piccolo ma acuminato raggio di luce. Terrorizzato da tale insidia si avvinghiò alla moglie, la Contessa Pennichella de’ Morfei, svegliandola. Lei bofonchiò parole incomprensibili.
Lui disse: “Sai, spunta già la luce e la cosa mi spaventa, visto che il sonno è l’unica cosa nella quale avrei potuto essere veramente profondo, mentre è sempre stato il cruccio della mia vita: da piccolo dovevo dormire e non ne avevo voglia, da ragazzo ne avrei avuto voglia, ma non avevo tempo, ed ora, che avrei voglia e tempo, non riesco a prender sonno.”
“Forse il sonno ti fa paura perché lo colleghi al morire?”
“Tutt’altro, preferirei di gran lunga morire nel sonno, come fece lo zio Ghirardo, piuttosto che subire l’orribile fine che fece fare ai suoi passeggeri”
”Prova allora a contare le pecore”.
“Ho sempre contato su di loro! Ho perfino cominciato a contarle dalla fine per vedere se mi addormentavo prima. Ma nulla.”
”Forse qualcosa ti turba?”
”Forse sì, sai cara, ho un dubbio angosciante: sono veramente io il primo e l’unico uomo con cui tu hai mai dormito?”
”Oh caro, sì, certo, ma solo se riesci ad addormentarti”.

Perché la soluzione islandese al debito pubblico non può funzionare per l’Italia?

Su molti siti (vedi qui, qui e qui) viene citata la soluzione islandese al debito pubblico come la grande soluzione per l’Italia, cioè:

1. scendere in piazza

2. far cadere il Governo

3. rifiutarsi di pagare il debito pubblico

4. fregarsene delle minacce di tutti gli altri paesi

5. nazionalizzare le banche

6. far pagare il conto del debito pubblico a politici e banchieri

E’ il più meraviglioso dei sogni populisti, basta essere tutti uniti e possiamo non pagare più il debito pubblico.

Ma come tutte le soluzioni troppo semplici, basta osservare un poco come stanno le cose e si capisce che, effettivamente, stiamo parlando di una gigantesca bufala. Continue reading