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13 messaggi.
giuseppe giuseppe da napoli pubblicato il 20 Gennaio 2018 alle 18:53:
salve sono giuseppe da napoli e volevo sapere se c'erano altri aggiornamenti riguardante al direzione orchestrale,saluti
salve sono giuseppe da napoli e volevo sapere se c'erano altri aggiornamenti riguardante al direzione orchestrale,saluti
Risposta dell'amministratore di: Andrea Landriscina
Se ti riferisci al manuale no, non ci sono aggiornamenti. Grazie per il tuo interessamento. Andrea Landriscina
Se ti riferisci al manuale no, non ci sono aggiornamenti. Grazie per il tuo interessamento. Andrea Landriscina
Pasquale Morgante Pasquale Morgante da Bologna pubblicato il 17 Novembre 2017 alle 19:16:
Nonostante mi occupi di Jazz, ho trovato il suo libro illuminante ed efficace. La felicissima integrazione con i video, inoltre, completa in maniera inequivocabile quanto scritto sul manuale. Infine, la gratuità del materiale è segno di grande generosità e passione; non si può chiedere di meglio: complimenti!
Nonostante mi occupi di Jazz, ho trovato il suo libro illuminante ed efficace. La felicissima integrazione con i video, inoltre, completa in maniera inequivocabile quanto scritto sul manuale. Infine, la gratuità del materiale è segno di grande generosità e passione; non si può chiedere di meglio: complimenti!
Matteo Ballisti Matteo Ballisti da Ponti sul Mincio pubblicato il 25 Ottobre 2017 alle 12:06:
Gentile maestro, la ringrazio infinitamente per il suo Manuale di Direzione. Non è da tutti condividere gratuitamente il proprio lavoro, mettere a disposizione di tutti i propri sforzi e risultati. Già dalla prefazione ci si sente "a casa". Grazie per le osservazioni sagge ed accurate. Buon lavoro!
Gentile maestro, la ringrazio infinitamente per il suo Manuale di Direzione.
Non è da tutti condividere gratuitamente il proprio lavoro, mettere a disposizione di tutti i propri sforzi e risultati. Già dalla prefazione ci si sente "a casa".
Grazie per le osservazioni sagge ed accurate.
Buon lavoro!
Stefano Brondi Stefano Brondi da Livorno pubblicato il 17 Settembre 2017 alle 15:05:
Salve Maestro, il suo Manuale di Direzione finalmente fornisce una chiave di lettura semplice ed immediata per chi, come me, si occupa di Direzione Musicale di spettacoli teatrali e sovente necessita di dirigere molti musicisti in formazioni "miste" (classiche e non). Grazie per i mille chiarimenti contenuti, che mi spingono ancor di più ad approfondire questa splendida disciplina che ho iniziato ad apprendere alcuni anni fa sotto la guida di alcuni Maestri che però hanno sempre avuto difficolta ad "aprirsi" verso il mio repertorio. Spero vivamente di poterla incontrare dal vivo per una lezione di approfondimento, e se capita a Milano dal 29 settembre all'8 ottobre saro al Teatro nuovo per la Tournee di un nuovo spettacolo. Saluti vivissimi.
Salve Maestro, il suo Manuale di Direzione finalmente fornisce una chiave di lettura semplice ed immediata per chi, come me, si occupa di Direzione Musicale di spettacoli teatrali e sovente necessita di dirigere molti musicisti in formazioni "miste" (classiche e non). Grazie per i mille chiarimenti contenuti, che mi spingono ancor di più ad approfondire questa splendida disciplina che ho iniziato ad apprendere alcuni anni fa sotto la guida di alcuni Maestri che però hanno sempre avuto difficolta ad "aprirsi" verso il mio repertorio. Spero vivamente di poterla incontrare dal vivo per una lezione di approfondimento, e se capita a Milano dal 29 settembre all'8 ottobre saro al Teatro nuovo per la Tournee di un nuovo spettacolo. Saluti vivissimi.
Irene Irene da Roma pubblicato il 16 Agosto 2016 alle 12:46:
Un lavoro eccezionale ed utilissimo!! Spero di poterla incontrare per seguire una lezione dal vivo. La ringrazio per questa fantastica possibilità a disposizione di tutti. Un sentito saluto, Irene Pulejo
Un lavoro eccezionale ed utilissimo!! Spero di poterla incontrare per seguire una lezione dal vivo. La ringrazio per questa fantastica possibilità a disposizione di tutti.
Un sentito saluto,
Irene Pulejo
mauro walter fuolega mauro walter fuolega da Milano pubblicato il 10 Febbraio 2016 alle 22:24:
Gentile Maestro, il suo libro si sta rivelando della massima utilità per avvicinarmi alla tecnica della direzione d'orchestra. Ho 51 anni! e dopo avere passato una vita ad ascoltare musica diretta da altri ho deciso di compiere il grande passo, riprendendo gli studi musicali che ero stato costretto a interrompere da ragazzino. Se riuscirò a coronare il mio sogno - che porto dentro da sempre - sarà anche merito del suo libro.
Gentile Maestro, il suo libro si sta rivelando della massima utilità per avvicinarmi alla tecnica della direzione d'orchestra.
Ho 51 anni! e dopo avere passato una vita ad ascoltare musica diretta da altri ho deciso di compiere il grande passo, riprendendo gli studi musicali che ero stato costretto a interrompere da ragazzino. Se riuscirò a coronare il mio sogno - che porto dentro da sempre - sarà anche merito del suo libro.
Risposta dell'amministratore di: Andrea Landriscina
Addirittura? vuoi farmi arrossire. A dire il vero il libro ha avuto un notevole successo, esageratamente superiore alle più floride aspettative. Mi fa piacere che ti sia stato utile. Andrea Landriscina
Addirittura? vuoi farmi arrossire. A dire il vero il libro ha avuto un notevole successo, esageratamente superiore alle più floride aspettative.
Mi fa piacere che ti sia stato utile.

Andrea Landriscina
Giorgio Giorgio da Mergozzo pubblicato il 25 Gennaio 2016 alle 13:11:
Ottimo lavoro. Lo farò conoscere anche ai miei allievi. Complimenti vivissimi
Ottimo lavoro. Lo farò conoscere anche ai miei allievi. Complimenti vivissimi
sandro farina sandro farina da roma pubblicato il 1 Gennaio 2016 alle 13:33:
ho letto il libro e l'ho trovato utilissimo e ricco di spunti interessanti, sto cercando di portare un coro liturgico verso la polifonia ed ho trovato utile per molti aspetti concernenti la direzione... la ringrazio con molta simpatia
ho letto il libro e l'ho trovato utilissimo e ricco di spunti interessanti, sto cercando di portare un coro liturgico verso la polifonia ed ho trovato utile per molti aspetti concernenti la direzione... la ringrazio con molta simpatia
Alex Alex da Roma pubblicato il 9 Giugno 2013 alle 14:38:
Salve maestro,il suo libro di direzione si sta rivelando estremamente utile per me che voglio iniziare il difficile cammino della direzione.Io,in realtà,studio chitarra classica in conservatorio con un'occhio di riguardo alla composizione ed alla direzione.Non ho mai avuto ne il coraggio ne il modo di impegnarmi davvero ad iniziare questa disciplina,ma grazie al suo manuale ho parecchi stimoli e voglia di fare.Mi ha dato delle dritte importanti più lei,che tanti anni di conservatorio in cui purtroppo non insegnano più con lo spirito giusto..Spero di incontrarla un giorno.Un ringraziamento veramente sentito. Alex
Salve maestro,il suo libro di direzione si sta rivelando estremamente utile per me che voglio iniziare il difficile cammino della direzione.Io,in realtà,studio chitarra classica in conservatorio con un'occhio di riguardo alla composizione ed alla direzione.Non ho mai avuto ne il coraggio ne il modo di impegnarmi davvero ad iniziare questa disciplina,ma grazie al suo manuale ho parecchi stimoli e voglia di fare.Mi ha dato delle dritte importanti più lei,che tanti anni di conservatorio in cui purtroppo non insegnano più con lo spirito giusto..Spero di incontrarla un giorno.Un ringraziamento veramente sentito. Alex
paola paola pubblicato il 25 Maggio 2013 alle 22:01:
fantastico il tuo sito! Bellissimo, stimolante, affascinante! Aspetto un tuo messaggino per musicoterapia baci paola
fantastico il tuo sito! Bellissimo, stimolante, affascinante!

Aspetto un tuo messaggino per musicoterapia

baci
paola
Gianelia Gianelia da italiano pubblicato il 15 Gennaio 2013 alle 18:15:
Grazie e complimenti. Ho diretto per anni corali di dilettanti con grande passione e mi fa piacere di ritrovare nel suo libro e nei suoi consigli tante conferme al mio modesto operato. Ed ora che ho (pochi) capelli tutti bianche il rileggere queste pagine mi fa tornare un poco più giovane almeno nello spirito.
Grazie e complimenti.
Ho diretto per anni corali di dilettanti con grande passione e mi fa piacere di ritrovare nel suo libro e nei suoi consigli tante conferme al mio modesto operato. Ed ora che ho (pochi) capelli tutti bianche il rileggere queste pagine mi fa tornare un poco più giovane almeno nello spirito.
Claudio Mandonico Claudio Mandonico da Italiano pubblicato il 21 Novembre 2012 alle 07:15:
Buongiorno. Non sono sicuro che un precedente ringraziamento Le sia giunto. Comunque devo ringraziarla per il libro. Credo sia un ottimo lavoro. Lo uso con alcuni allievi di direzione e vedo che l'impostazione è giustamente equilibrata tra carisma-magia e mestiere. Grazie ancora.
Buongiorno.
Non sono sicuro che un precedente ringraziamento Le sia giunto. Comunque devo ringraziarla per il libro. Credo sia un ottimo lavoro. Lo uso con alcuni allievi di direzione e vedo che l'impostazione è giustamente equilibrata tra carisma-magia e mestiere. Grazie ancora.
kirap kirap da italy pubblicato il 10 Settembre 2012 alle 15:26:
grazie per ciò che fai e sei..mi permetto di prendere in prestito alcune pagine riguardo la denigrazione maschile e rapporto figli,per introdurli ad informazione nel mio blog..spero faccia cosa sgradita ..e inserisco link alla vostra home page come collegamento . Eventuale disaccordo mi contatti,e complimenti ancora.
grazie per ciò che fai e sei..mi permetto di prendere in prestito alcune pagine riguardo la denigrazione maschile e rapporto figli,per introdurli ad informazione nel mio blog..spero faccia cosa sgradita ..e inserisco link alla vostra home page come collegamento .
Eventuale disaccordo mi contatti,e complimenti ancora.

Articoli recenti

Il modello CORO: per un futuro in armonia

Capriccio stravagante di un musicista sognatore

Ho cantato in coro fin da ragazzino. Avevo una duttile vocina di tenore e, in più, riuscivo a cantare piuttosto bene anche in falsetto, nella tessitura del contralto. Con l’esperienza e l’esercizio riuscii poco a poco ad ampliare la tessitura e, ben presto, potevo cantare da basso e da soprano. Che divertimento cantare tutte le parti!

Mi divertivo così tanto che, oltre a cantare nel coro del Conservatorio, accumulavo impegni ed ero arrivato ad un punto, ai limiti del patologico, in cui avevo una prova tutte le sere della settimana, lusso che, se vivi in una grande città, ti puoi permettere, ma questo eccesso di impegni durò poco, perché la stanchezza mi fece più saggio.

Ho cantato di tutto, musica medievale e pezzi terminati di scrivere il giorno stesso della prova; per fare i vari concerti ho fatto tantissimi viaggi e ho conosciuto innumerevoli luoghi, esibendomi in teatri, chiese, chiostri e sale di ogni genere, cosa che, per un liceale, era un’ebbrezza immensa.

Ho assistito a innamoramenti, fidanzamenti, matrimoni e, purtroppo, funerali. Ho cantato assieme a ricchissimi e poverissimi, disoccupati e stressati dal troppo lavoro; ho osservato l’accadere di tanti eventi della vita, ho conosciuto famiglie dove cantavano nonni, genitori e figli, ho visto integrarsi con naturalezza, proprio grazie alle relazioni che il coro favorisce, persone che venivano da lontano e che erano soli e sperduti. Alcuni tra questi, un po’ di anni più tardi, vennero definiti extracomunitari.

Ho visto anche delle cose non molto onorevoli, cattiverie, giudizi, critiche, dicerie e tutte le debolezze più comuni della specie umana.

Fin da subito compresi che il coro più che una grande famiglia è una piccola società, dove si rispecchiano in formato bonsai tutte quelle cose che avvengono nel mondo esterno. Ma con importantissime differenze: il coro, grazie ai suoi limitati confini, facilmente si presta ad essere osservato come laboratorio; inoltre il coro è molto più avanzato rispetto alla società normale, perché ha costituzionalmente obiettivi, struttura e autodisciplina altrove sconosciuti.

Anche quando da cantore divenni direttore, ho sempre continuato a riflettere sulle mie esperienza giungendo a ipotizzare che il coro potrebbe essere un possibile modello sanante, e da qui, in qualità di irriducibile visionario, ho immaginato un modello sociale per il futuro.

Come può avvenire per alcuni virus finiti fuori controllo, il modello CORO potrebbe uscire misteriosamente dal suo piccolo laboratorio e contagiare lentamente ma irrimediabilmente i modelli sociali del pianeta. Vi sembro folle?

Il modello CORO

Burlone come sono, ho immaginato che CORO sia l’acronimo di Cooperazione Organizzata per Ridefinire gli Orizzonti. Come la maggior parte degli acronimi forse non è un capolavoro poetico, ma il potere del significato è profondo.

  • Cooperazione. È un passaggio fondamentale per la pienezza dell’essere umano. Finora abbiamo conosciuto quasi solo la competizione, anzi, siamo convinti che dove non c’è competizione ci sia il nulla; al contrario, sprechiamo tutte le energie, le potenzialità, le ricchezze, la creatività per alimentare polemiche, risse, conflitti, sopraffazioni, perfino guerre. Tutto questo per l’idolatria dell’ego che è solo un minimo frammento di noi stessi, alla cui felicità sacrifichiamo la nostra. Eppure sappiamo benissimo che l’egoismo è l’incubo di chi lo prova perché è impossibile (e pure pericoloso) essere felici in mezzo a un mondo infelice, e l’invidia altrui non è un vanto ma un rischio terribile. Eppure millenari modelli, che col CORO non hanno niente a che fare, ci hanno convinto ed assuefatto all’idea che se non vinci o freghi gli altri, gli altri inevitabilmente vinceranno o fregheranno te, col risultato evidentissimo di essere tutti fregati e vinti vicendevolmente.

  • Organizzata. Mai come in questi tempi è evidente che la civiltà umana è confusa, cialtrona, improvvisata, vive a casaccio e procede guidata dalle sole emozioni in assenza della ragione. Il CORO, invece, è un organismo altamente organizzato che deve strutturare finemente ogni dettaglio. Un solo ritardo di un sedicesimo può provocare una catastrofe musicale, una sola nota errata non solo oltraggia l’armonia, ma può trascinarsi dietro una valanga di nuovi errori.

  • Ridefinire. Porre nuovi fini e nuovi con-fini. Occorre stabilire dei limiti e dei fini se vogliamo fare qualcosa, ma, come è indispensabile farlo, è altrettanto indispensabile sapere rimettere tutto nuovamente in discussione estrinsecando quella magnifica virtù che è detta resilienza.

  • Orizzonti. Orizzonte significa visioni e obiettivi senza i quali non andiamo da nessuna parte se non brancolando al buio biascicando rosari di lamentele. La visione è l’apertura di nuove strade finora intentate, l’obiettivo è la stella luminosa che ci indica la strada da percorrere.

Alcuni hanno già provato

È risaputo che l’idea del CORO, dell’orchestra e delle innumerevoli metafore musicali come modello per orientare la società del futuro non è mia: moltissimi grandi pensatori e musicisti hanno costruito tale concetto. Io ho elaborato un semplice confezionamento di idee già esistenti già applicate. Non voglio scendere nella notte dei tempi e nella raffica di citazioni possibili, ma voglio menzionare due casi estremamente significativi.

Il primo è El Sistema, fondato in Venezuela da José Antonio Abreu, il più grande progetto di didattica musicale della storia. Questo «mira ad organizzare sistematicamente l’educazione musicale ed a promuovere la pratica collettiva della musica attraverso orchestre sinfoniche e cori, come mezzo di organizzazione e sviluppo della comunità» (dalla descrizione che ne dà la stessa Fondazione che lo amministra) ed è fondato sull’educazione pubblica, gratuita e aperta a tutti i ceti sociali, strutturato in una piramide dove ciascuno è libero di proseguire verso il gradino superiore o di abbandonare la salita permanendo sullo stesso gradino. Chi giunge alla cima rappresenta il livello supremo della professionalità musicale, ma tutti i gradini della piramide consentono eccellenti esperienze e soddisfazioni mediante la musica d’assieme. Un progetto veramente grandioso e raffinatamente strutturato che non soltanto sta donando da anni sollievo al povero e martoriato Venezuela, ma viene esportato in tutto il mondo, vantando, comunque, il massimo successo nei paesi poveri.

Anche io, nel mio piccolo, mi sono adoperato negli ultimi tre anni per impiantare in Himalaya, nel West Bengala, distretto di Darjeeling, un progetto multistrato di educazione musicale ispirato ad Abreu.

Il secondo caso importante è la West-Eastern Divan Orchestra, fondata da Daniel Barenboim ed Edward Said, orchestra che riunisce nella stessa esperienza di fare musica d’assieme dei musicisti israeliani e palestinesi, caso unico di progetto musicale che si svolge addirittura tra paesi belligeranti.

Il modello, ovvero i sette semi che il CORO può piantare

1 – Unità nella diversità

Una delle virtù più invidiate ai cori è quella di cantare in armonia tutti assieme. Eppure l’unità del coro non ha niente a che fare con l’uniformità che in altri ambiti viene ritenuta un valore, dove tutti si debbono attenere nella stessa maniera allo stesso protocollo. Il CORO ha tante divisioni al suo interno sia nei ruoli (direttore, coristi, eventuali solisti e strumentisti) sia nelle tessiture vocali, inoltre, all’interno della stessa fila, tutti i coristi sono differenti, ma impastano il loro suono e calibrano la loro intonazione fino ad ottenere un risultato omogeneo. Le differenze, come tutti sappiamo, possono rappresentare conflitti o ricchezza. Perché siano ricchezza occorre un obiettivo comune che faccia la sintesi tra gli opposti. Riuscireste ad immaginare cosa succederebbe se la società umana fosse unita da obiettivi comuni?

2 – Impegno e disciplina

Chiunque abbia cantato in coro ad un certo livello artistico sa che per ottenere buoni risultati occorre provare frequentemente, assieme o a sezioni, talvolta ripassarsi le parti a casa e mantenere molto alto il livello di attenzione sia durante le prove che durante il concerto. Lo spontaneismo pressappochistico non ha niente a vedere col coro che si pone obiettivi artistici e che cura scrupolosamente intonazione, emissione, fraseggio, coloriti e dizione, perché la cura dei particolari è una forma di amore. Cosa sarebbe il mondo se più uomini mettessero impegno, disciplina e amore nelle loro attività?

3 – Ricerca della qualità

Le tante prove richieste per fare un concerto nascono dalla ricerca della qualità, che deve essere la più alta possibile, e per la quale i musicisti fanno immensi sacrifici.

In un mondo dove si valuta solo la quantità, dove i lavori si pagano a ore, dove l’unica valutazione che viene fatta per qualsiasi cosa è il costo, la ricerca sistematica della qualità è una rivoluzione. Cercare la qualità, costruirvi attorno i propri valori, viverla e riconoscerla sono azioni che ci spostano su di un livello di coscienza più alto, quello che è veramente e propriamente umano e che si eleva nettamente rispetto ai comportamenti istintuali. Riuscireste a immaginare come vivremmo se la qualità diventasse il desiderio primario?

4 – Diffusione della Cultura

La parola Cultura ha una radice bellissima, culto di Ur, che nelle lingue semitiche significa luce. La Cultura è l’opposto dell’erudizione ed è oltre il sapere e la conoscenza. È la ricerca dei semi di luce che ci sono nella storia umana, nelle arti, nello spirito degli uomini che hanno manifestato grandezza. Il CORO è depositario di infiniti capolavori: possiamo quasi certamente affermare che la stragrande maggioranza delle composizioni musicali della storia impiegano il coro o, come minimo, dei gruppi di voci. In questi innumerevoli capolavori è custodita la luce della civiltà umana, quella luce che sfida i secoli e che merita di attraversare la storia. Pensate ad una società che invece di diffondere panzane complottistiche e risse ideologiche irraggi Cultura!

5 – Testimonianza di un’esperienza vissuta

La nostra civiltà ascolta sempre moltissima musica, in automobile, nelle sale d’aspetto, nei supermercati, per la strada con l’auricolare nelle orecchie, perfino nei parcheggi e negli ascensori, per non parlare di cinema, televisione, computer e cellulari. La musica, per troppe persone, è un ottundimento passivo ed anestetizzante, invece chi canta in coro è protagonista attivo della musica, la fa, la vive, la testimonia, la ama e la fa amare. Come potrebbe essere il mondo se gli umani vivessero in maniera attiva invece che subire quello che gli viene propinato in passività!

6 – Soddisfazione

Cantare in coro è un modo eccellente per stimolare le emozioni costruttive. La cosa bella è che quando si canta si è soddisfatti per quello che si fa e non per qualcosa che viene dall’esterno. Cantare accende l’entusiasmo, genera passione crea contagio. Vogliamo immaginarci esseri umani soddisfatti, entusiasti e appassionati?

7 – Ridefinizione del potere

Nessun gruppo umano può funzionare senza meccanismi organizzativi che creano delle situazioni di potere. Il potere nel CORO è distribuito (alcune persone si spartiscono alcune responsabilità) e, quello affidato al direttore è un atto di servizio e di competenza (in moltissimi cori il direttore è scelto, talvolta pagato, dai coristi). Inoltre il CORO sperimenta due cose veramente splendide che sono il potere interiore della musica e il potere del gruppo quando questo è armonico. Che splendore sarebbe una società dove il potere è armonia, servizio e competenza!

Conclusioni

Fin dal sottotitolo ho annunciato di essere un sognatore, parola che viene pronunciata troppo spesso con alterigia e sufficienza, come se il sognare fosse un’attività spregevole. Eppure tutti i veri cambiamenti, le grandi invenzioni, i grandi capolavori, prima di essere realizzati sono stati sognati e immaginati. Non pretendo di essere un grande creatore, ma non rinuncio al diritto di sognare.

Sogno un mondo dove cori e orchestre sostituiscano gli eserciti e restringano gli ospedali.

I sogni talvolta si avverano. Ma i sognatori debbono essere determinati e numerosi.

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