Circolari che – purtroppo – circolano


Quando a vent’anni (o giù di lì) mi divertivo a programmare in Basic i computers di allora – tempi eroici e tecnologie arretratissime –  realizzai un generatore automatico di circolari ministeriali che, attingendo ad un database di frasi fatte, di citazioni e di espressioni comuni che trovavo nelle circolari ministeriali di allora, produceva infinite nuove circolari ministeriali ogni volta che si premeva il tasto F9.

Il programma seguiva la seguente sintassi:
“In risposta a”  + [soggetto casuale] + “premesso che” + [premessa casuale] + “considerando altresì che” + [premessa casuale] + “al riguardo si precisa che” + [affermazione casuale] + “le disposizioni contenute nel”+ [citazione casuale] + “ai sensi di” + [citazione casuale] + “sono da considerarsi” + [affermazione causale]

Visto quanto era divertente, in seguito perfezionai il codice in maniera che anche le frasi virgolettate venissero randomizzate tra numerose frasi sinonime e sistemai la punteggiatura, le maiuscole, le concordanze singolare/plurale e le preposizioni, ampliando il database e perfezionando costantemente l’algoritmo di generazione.

Ebbene, sono sconvolto: mi hanno rubato il programma!
Non so se sia stato Assange o Anonymous, la CIA o il Sismi, fatto sta che riconosco nelle ultime circolari del Ministero l’inconfondibile marchio del mio software: stesse frasi, stessa sequenza, stessa logica, stessa sintassi.
E’ chiaro che stanno premendo F9 dalla mattina alla sera per farsi delle grasse risate come me le facevo io.
Ma, mi chiedo, perché debbono, poi, spedire l’output con timbri e firme a tutte le istituzioni?