La grande narrazione

Come le forze oscure sono (finora) riuscite a conquistare il mondo tramite la finanza e cosa possiamo fare per far trionfare il bene comune.

Avvertenze: questo articolo è abbastanza lungo rispetto ai normali articoli di un blog, ma non può essere accorciato oltre una certa misura per la complessità dei temi trattati. È ovvio che ogni affermazione dovrebbe essere esemplificata e spiegata, ma così verrebbe fuori un volume, cosa che non è nelle mie intenzioni, che sono infinitamente più modeste.

So anche che, dopo la lettura di questo articolo, molti mi toglieranno il saluto.

Attenzione: articolo multipagina

Premessa

C’è poco da fare, il mondo come ora lo conosciamo è veramente in mano delle forze dell’avidità, dell’egoismo, della violenza, della sopraffazione. In breve delle forze oscure oppure, se lo trovate più suggestivo, del lato oscuro della forza. Queste forze sono sempre riuscite a penetrare ovunque grazie al fatto che sanno creare narrazioni fascinose e convincenti. Gli oscuri si presentano benissimo, eleganti, buonisti, gentili e premurosi e parlano più e meglio di ogni altro di luce, amore, verità, sapienza, gioia, anima, vibrazioni, beatitudine, ecc. E così facendo riescono ad ingannare tutti, a cominciare dalle persone dall’orientamento spirituale, che di fronte alle parole belle si sdilinquiscono facilmente e immediatamente, cadendo per prime nella trappola.

“EURO-Symbol” by Wettach – Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

Sappiamo che questa sopraffazione non potrà in alcun modo durare, tuttavia non saranno certo le menti che hanno creato i problemi a poterli risolverli. Avremo bisogno di aiuti dai piani alti della coscienza planetaria, per risanare il degrado in cui l’umanità è sprofondata.

Nel mio piccolo combatto la mia modesta battaglia per la consapevolezza e la verità e, in questo articolo, voglio aiutare a osservare e riconoscere alcune comuni mistificazioni allo scopo di non procurare ulteriore male a noi stessi e agli altri.

La domanda fondamentale

La raffinata filosofia lapalissiana afferma che per affrontare un argomento si deve sempre partire dall’inizio, e all’inizio di tutto c’è una domanda chiave:

Qual’è l’obiettivo principale dell’economia?

Se non si risponde a questa domanda non si può affrontare nessun argomento relativo, perché tutto discende da qui, qualsiasi scelta, decisione, legge, governo, riforma, attività sindacale e sociale, e qualsiasi altra cosa vi venga in mente.

Le risposte finora date, nel mondo della dualità conflittuale in cui viviamo, sono ovviamente due e necessariamente opposte, e suonano approssimativamente:

  1. servire ai bisogni e alla felicità materiale, sociale e spirituale dei cittadini
  2. favorire l’espansione della finanza (cioè della ricchezza finanziaria degli speculatori che si fanno chiamare “mercati” – ma possiamo finirla con questi travestimenti verbali).

Negli ultimi secoli, da quando l’attività finanziaria ha avuto il pieno sopravvento sull’economia e da ancella è diventata la padrona assoluta del mondo materiale, la risposta è stata invariabilmente la numero 2, quindi il dio denaro è l’onnipotente che tutto fa e tutto può.

Le forze che adorano il dio denaro a scapito dell’umanità sono le forze oscure, e per affrontarle bisogna conoscerle e prendere coscienza delle loro tecniche principali: narrazione e confusione.

L’eterna lotta tra Demos e Ochlos

Busto di Pericle [Copy of Cresilas – Marie-Lan Nguyen (2009), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org]/w/index.php?curid=1307561

In questi tempi dove la vita politica è scesa a livelli scandalosamente bassi, spesso assistiamo a sterili polemiche tutte imperniate su opposte ed incompatibili concezioni della parola “democrazia”.

Anzi, questa parola viene continuamente strattonata per farle assumere il significato più vantaggioso al politicante di turno, e il modo migliore per liquidare una proposta avversaria è sempre quello di tacciarla di essere antidemocratica, anche se ho sentito attribuire alla parola “democrazia” ogni possibile significato, talvolta ai limiti del delirio.

Fin dalla nascita – nell’antica Grecia – del concetto di democrazia, i filosofi e gli uomini di cultura si rendevano conto che occorre definire esattamente cosa si intende per popolo, altrimenti gli equivoci non avrebbero mai potuto essere sanati. Continua a leggere

Rivoluzione sulle nomine?

Titolo altisonante sui giornali “Rivoluzione nomine, volti nuovi e tre donne presidente” (dice il Corrierone, ma gli altri giornali non si discostano). Questo perché sono stati nominati i nuovi managers delle aziende di Stato. Seguono mille pareri diversi, giudizi, valutazioni, acute riflessioni, vaticinii, profezie, moccoli, battute. Mi sprofondo a leggere e cerco dove stia la rivoluzione. Continua a leggere

Già fatto?

Che meraviglia! Per festeggiare l’arrivo della primavera, il popolare governo-talk-show, decide di cambiare il cuore della costituzione in pochissime ore, usando come principio ispiratore lo slogan “già fatto?” reduce dal grande successo nelle pubblicità degli aghi indolori.
In tempi record, assolutamente imbattibili, appronta un meraviglioso capolavoro di paradossi incrociati che darà ai comici un enorme superlavoro e una carriera lunga e garantita.
Avremo finalmente il conflitto di interessi come diritto, ma che dico, addirittura prassi costituzionale.
E’ stupenda questa rivoluzione copernicana: il futuro senato, costituito da eletti degli enti di governo locale, potrà legiferare sugli enti locali stessi, per cui potere legislativo, ed esecutivo saranno incarnati dalle stesse persone che saranno contemporaneamente anche controllati e controllori, legiferati e legiferatori, comandanti e comandati (o mamma! … come mi piacciono gli scioglilingua).
Nemmeno i miei amici complottisti incalliti sarebbero arrivati a concepire questo capolavoro. Abbiamo dei geni al governo: giù il cappello signori, ammirate, riflettete, provate ammirazione e rispetto, e, soprattutto, tacete attoniti, perché è la cosa che fa loro più piacere.
Pensare che solo un paio di anni fa c’era un gruppo di nostalgici della Fata Turchina che dicevano che “la costituzione non si tocca”. Per miracolo di S.Matteo si sono trasformati tutti in statue di sale.