Così parlò Baba Bau

È uscito il mio ultimo libro per le edizioni Lulu.

Così parlò Baba Bau – i 99 sutra della saggezza canina

Il titolo è “Così parlò Baba Bau: i 99 sutra della saggezza canina”

Mi sono immaginato che un saggio cane, avendo raggiunto l’illuminazione canina, istruisca un gruppo di discepoli nell’arte di raggiungere questa stessa illuminazione.

I sutra, quindi, sono scritti da un cane per dei cani.

C’è una prefazione, scritta in uno stile da filologo spocchioso, che racconta la storia di come tale testo sia giunto fino a noi, prefazione nella quale tutte le cose credibili sono inventate, mentre le cose incredibili sono vere; i sutra, invece, sono scritti in stile zen, tranquilli e sornioni.

La raccolta è divisa in quattro parti:

  1. I sutra della ciotola
  2. I sutra della gioia
  3. I sutra dell’amore
  4. I sutra della vita

Questi sono disposti secondo la serie di Fibonacci, e alla fine di tutto, c’è un sutra isolato soprannominato “coda”.

Chi desidera comprarlo non deve fare altro che un click sull’icona sottostante del negozio.

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eBook, perché sì!

Visto che l’eBook è una ancora cosa parzialmente nuova, come tale è subissata da critiche feroci e spesso ingiustificate. Pertanto questo scritto serve per sfatare i miti senza ignorare i pericoli.bibilioteca

Chi mi conosce sa quanto io ami i libri, di che ampiezza sia la mia biblioteca personale e quanto io abbia passato la mia vita nell’odore dei libri e degli inchiostri, nel carezzare pagine e copertine, tuttavia mi sono convertito al futuro.

Se analizziamo bene, il libro cartaceo ci piace perché ci siamo abituati, e perché ne amiamo il tatto, l’odore, il fruscio delle pagine. Tanto da considerarlo un prodotto “naturale”, perché lo conosciamo da bambini. Ma dietro il libro cartaceo c’è un mare di tecnologia alle spalle: tecnologia informatica per l’impaginazione – che è simile anche per l’eBook – tecnologia di stampa, sofisticatissima basata su meccanica, elettronica e chimica, e tecnologia per la fabbricazione della carta. Paradossalmente, l’eBook è molto meno tecnologico del libro stampato.

Sono pienamente d’accordo nel dire che si tratta di una tecnologia ancora immatura, in quanto legata in gran parte a tecnologie guinzaglio, infatti chi compra da Amazon deve usare necessariamente un lettore o un emulatore Kindle, che a sua volta è incompatibile con i libri comprati da altri venditori. Trovo anche pericoloso che si profili un futuro in cui solo tre soggetti (Amazon, Apple e Google) vendano libri su tutto il pianeta, pericoloso per la libertà di stampa e di pensiero, in quanto ostracizzare un autore scomodo diventa fin troppo facile, senza pensare che i tre venditori, col tempo, potrebbero accordarsi e diventare uno solo e fare dumping di mercato, con risultati catastrofici.

Spero vivamente che prevalga il formato aperto ePub (o qualsiasi formato aperto che non sia una tecnologia guinzaglio), che permette a chiunque di comprare qualsiasi libro da qualsiasi venditore, permettendo, quindi, anche ad un piccolo editore, di avere delle possibilità di vendita nel mercato del libro, e spero vivamente che come protezione anti – copia prevalgano delle protezioni che non creino problemi all’utente (come il sistema Watermark). E spero che si arrivi ad una codifica unica anche per i segni apposti dall’utente (sottolineature, evidenziazioni, note, links, ecc.) in modo che passando da un software all’altro il passaggio sia totalmente indolore.

Specifico che per eBook non mi riferisco affatto al formato .pdf, che non è un vero e proprio libro elettronico ma una stampa virtuale di un testo cartaceo e, come pure mi riferisco ad una lettura su un lettore appropriato (eReader o tablet) , non su un computer generico o su smartphone.

Ed ecco in rapido elenco il perché amo gli eBooks (e vi invito a fare un elenco corrispondente per vedere se le ragioni del cartaceo sono altrettanto numerose):

  1. Per realizzare un eBook non viene abbattuto nessun albero
  2. Per trasportare un eBook non viene emesso alcun gas di scarico
  3. Per stampare un eBook non vengono impiegati inchiostri tossici o sbiancatori di carta altamente inquinanti
  4. L’eBook è sempre immediatamente disponibile su tutto il pianeta: non devo ordinarlo né aspettarlo per settimane, quindi comprare un eBook dà gratificazione immediata
  5. L’eBook è sempre edito: non può mai andare esaurito e quindi introvabile
  6. L’eBook permette una ricerca immediata di qualsiasi termine all’interno di opere di qualsiasi dimensione. Se dovete cercare una parola su un volume di mille pagine o se avete a che fare con opere di consultazione (cataloghi, elenchi, dizionari, lessici, ecc.) la differenza è abissale
  7. Il vostro lettore eBook contiene virtualmente tutta la vostra biblioteca e potenzialmente tutti i libri del mondo. Pensate a quante stanze della casa di una persona di cultura sono immobilizzate dalle biblioteche, e che costi hanno i mobili di biblioteca per l’acquisto e la manutenzione (si crepano, si rompono, si tarlano, ecc.)
  8. Se dovete traslocare, una libreria cartacea può essere un incubo, una libreria eBook è solo un piccolo lettore leggero sempre con voi
  9. Le pagine di un eBook non si sgualciscono
  10. Qualora un testo venga aggiornato (sia nei contenuti sia per correggere inevitabili errori) è semplicissimo ed economicissimo sostituire la versione obsoleta con quella rinovata.
  11. Realizzare un eBook non è una cosa che vada in conflitto con la realizzazione di un libro a stampa. Entrambe le edizioni hanno una loro logica ed un loro mercato, si è notato che gli editori che allegano gratuitamente la versione elettronica a chi compera il libro a stampa hanno avuto un ampliarsi delle vendite. La stessa cosa è accaduta per le vendite dei soli ePub, infatti molte persone che hanno acquiestato un ePub, spesso hanno comprato anche il relativo volume a stampa. Insomma, i due supporti editoriali non si fanno affatto concorrenza a vicenda.
  12. Le pagine di un eBook non si ingialliscono col tempo e la sua tecnologia potrebbe essere quasi considerata eterna. Qualora il formato diventi obsolescente, verranno prodotti sistemi di conversione (come Calibre, convertitore universale per eBook, che è di pubblico dominio) che permetteranno la durata nel tempo della libreria
  13. Uno studente che va a scuola è fortemente oberato dal peso dei libri, e cerca di portare solo quelli indispensabili per limitare i pesi, con il rischio di dimenticarsene qualcuno; con il passaggio agli eBook ha sempre tutti i suoi libri con se, perfino quelli degli anni scolastici precedenti
  14. Un insegnante che a scuola utilizza gli eBook ha sempre con se in ogni momento tutta la sua biblioteca, non limitata dal piccolo spazio consentito dal proprio armadietto
  15. Un eBook non può essere perso né rubato né distrutto, né stracciato, né bruciato, né inzuppato, né insozzato, ecc. Queste cose possono avvenire solo al lettore, ma, se, in caso di tragedia, comprate un nuovo lettore, recuperate istantaneamente dal cloud tutta la vostra biblioteca
  16. Un eBook costa sempre molto meno di un libro cartaceo, non avendo bisogno né di stampa, né di distribuzione, né di librerie. Mediamente costa un terzo o un quarto del cartaceo.
  17. Più persone possono leggere e usare contemporaneamente, nella stessa famiglia, lo stesso eBook, ammesso che si disponga di un lettore a testa.
  18. L’economicità di pubblicazione di un eBook permette l’accesso all’editoria anche a soggetti che non hanno i mezzi e la reputazione per accedere agli editori cartacei, favorendo i giovani esordienti, ma anche i centri di ricerca, che possono pubblicare i loro risultati a costi bassissimi
  19. Potete leggere i libri con la grandezza dei caratteri che preferite. Ci sono una miriade di libri cartacei la cui lettura risulta faticosissima e insopportabile a causa dei caratteri troppo piccoli (o talora troppo grandi). Con l’eBook la dimensione dei caratteri è in funzione dei vostri occhi, non delle necessità di impaginazione dell’editore. Questa funzione è comoda per tutti, ma è indispensabile per i dislessici.
  20. Molto utile anche la funzione di leggere caratteri bianchi su fondo nero, cosa utile a tutti ma indispensabili agli ipovedenti.
  21. Oggi esistono numerosissimi software che leggono un ePub ad alta voce e questo tipo di tecnologia è in continuo perfezionamento. Quindi un ePub può essere letto dal nostro smartphone mentre guidiamo la macchina o mentre ci rilassiamo ad occhi chiusi, tutte cose che il libro cartaceo non ci permette. Praticamente un ePub può diventare in automatico un audiolibro, cosa utile per tutti ed indispensabile per i non vedenti o gli ipovendenti.
  22. Se leggete un libro cartaceo su un’amaca, uno sdraio o un divano, dovete cambiare posizione del corpo e illuminazione se state leggendo una pagina destra o una pagina sinistra. L’eBook generalmente ha una pagina unica (anche se in alcuni lettori è possibile creare una visualizzazione a doppia pagina).
  23. Un eBook può essere riempito di appunti, annotazioni e sottolineature pur rimanendo sempre leggibile. Inoltre posso evitare di fare comparire appunti, annotazioni e sottolineature ripristinando la situazione di quando era nuovo.
  24. Infine: l’eBook è l’essenza stessa del libro, privata del suo aspetto materiale.

Elegie per una rinascita

Kareem Wasfi mentre suona a Baghdad subito dopo l'esplosione di una bomba nel luogo del massacro

Kareem Wasfi a Baghdad, mentre suona nel luogo di un massacro, subito dopo l’esplosione di una bomba

Guerre recenti o guerre in corso non fa tanta differenza: pochi sono i lembi di terra che non siano impregnati di sangue, sparso inutilmente come sempre, nell’eterno crudele gioco al massacro.

Ma in mezzo alle rovine, quando tutti piangono e imprecano, dove ogni speranza sembra essere pura follia, dove il dolore acerbo strazia gli animi e dove i sentimenti dominanti sono odio, paura, disperazione, ebbene, proprio in questi luoghi più colpiti dalla disgrazia, esiste qualche angelo in forma umana che si comporta in controtendenza, che lancia ponti verso un qualcosa di diverso, che irradia semi di luce anche dal profondo del baratro. Perché profondissime ferite e acerbo dolore vanno lungamente elaborati, sia in forma individuale che comunitaria, fino al punto di poter aprire le porte ad un possibile oltre.

Non so se è solo una semplice coincidenza, ma sono stati sempre dei violoncellisti ad occuparsi di questa rielaborazione collettiva di un lutto comune.

Sono ammirato di fronte all’eroismo di Kareem Wasfi, violoncellista Iracheno, che dopo ogni esplosione di bombe – e sono tante – corre nel luogo dell’esplosione e suona musiche di sua composizione per esorcizzare la paura, per offrire alternative al buio profondo.

Ogni giorno rischia la pelle, cecchini e fanatici sono sempre in agguato, eppure lui testimonia ogni giorno nella sua musica la possibilità di un’altra vita e di un altro futuro.

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Vedran Smailović nel 1992 suona il violoncello tra i ruderi della Biblioteca nazionale di Sarajevo, semidistrutta durante l’assedio. (foto di Mikhail Evstafiev)

Come pure ho provato grande reverenza e commozione di fronte a Vedran Smailović, violoncellista bosniaco che in mezzo alle macerie di Sarajevo assediata suonava il cosiddetto Adagio di Albinoni in memoria dei civili uccisi dai cecchini mentre erano in fila per il pane, incurante lui stesso della propria incolumità.

Mstislav Rostropovich suona Bach davanti al Muro di Berlino

Mstislav Rostropovich suona Bach davanti al Muro di Berlino

Infine sempre ricorderò il sommo Mstislav Rostropovich che si mise a suonare Bach davanti al muro di Berlino che veniva finalmente smantellato.

Storie diverse, artisti diversi, musiche diverse, ma uno stesso messaggio lanciato da più messaggeri attraversa le coscienze. La musica può aiutare a solennizzare la dignità dell’essere umano, ad elaborare un lutto, a oltrepassare i cumuli di macerie.

Possiamo considerare questi personaggi come illusi o sognatori, ma quello che hanno fatto è stato grandioso: dare una risposta alla barbarie che non fosse simmetrica, come i sentimenti scaturiti dall’odio e dal rancore vorrebbero.

Cannabread: pane amaro e… fantasia

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Cannabread

Ho l’hobby di fare il pane in casa con la macchina del pane e mi diverto ancora di più a sperimentare ogni genere di farine, lieviti e ricette.

L’ultima mia creazione l’ho denominato Cannabread.

E’ un pane fatto con farina di canapa, semi di canapa e semi di papavero.

Non è affatto buono di sapore, anzi , è molto amaro perché la farina di canapa è amarissima. Non esito a dire che come gusto è, forse, il peggior pane che abbia mai fatto nell’ultimo anno.

Eppure, dopo averne mangiato una fetta, sono tutti così felici…