Guerra ad armi non convenzionali

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“Sun over Parthenon, Athenian Acropolis (3-4 perspetive, rear facade). Athens, Greece” by Mstyslav Chernov

Quello che è successo, sta succedendo e succederà alla Grecia è esattamente una guerra di annientamento al rallentatore, sotto gli ipocriti panni delle trattative economiche, ispirandosi al noto principio della rana bollita teorizzato da Noam Chomsky.

L’Unione Europea (Unione? Ma dove?) ha utilizzato con la Grecia un nuovo tipo di arma: il cappio al collo finanziario, che appartiene, in forma raffinata, alla filosofia di quegli armamenti che uccidono le persone e lasciano intatte le cose. La prova generale di questa guerra è stata già fatta a Cipro, con la confisca dei soldi nei conti correnti dei cittadini, e, visto il buon risultato dell’operazione, il tiro può essere alzato su obiettivi sempre più grandi.

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Nuvole a oriente

Nuvole a orienteQuesta sera, al tramonto, ho visto dal mio terrazzo questa immagine: due strati di nuvole, uno davanti – più scuro, perché il sole vi è già tramontato – e uno di dietro, chiaro e luminoso perché ancora colpito dalla luce. Sono rimasto incantato molto a lungo. Sembra che le nuvole e i loro giochi di luci, colori e forme siano il sistema che ha inventato la Dea dei cieli per divertirsi a disegnare l’infinito. Senza le nuvole il cielo sarebbe affascinante ma vuoto e, proprio per questo, la Dea disegna dolcissimi arabeschi in continuo movimento, facendoci ammirare di continuo la sua illimitata fantasia. Da sempre, per contemplare quest’arte raffinata, siamo costretti ad elevare gli occhi verso il cielo e a perderci nell’immenso e nella bellezza. E questo è il vero obiettivo che la Dea si propone.

Grazie, Lorin Maazel

Ho appena avuto la notizia della morte di Lorin Maazel. Avendolo sentito in concerto numerosissime volte e avendo nell’orecchio tante sue incisioni, pensare a lui è stato come ripercorrere le avventurose storie della mia vita. E’ sorprendente come l’esistenza di un artista sia, per chi lo ha apprezzato, come la vita di un parente, di un amico intimo. Esiste un misterioso e insondabile filo che unisce i nostri gesti, i nostri pensieri, i nostri sentimenti e i nostri sogni con gli artisti e l’arte del nostro tempo. Se siamo consapevoli di questo filo, l’importanza di un artista ha la stessa potenza interiore di chi ci è stato intimo, e la sua scomparsa ci costringe a passare in rassegna tutta la nostra esistenza per fare una sintesi degli eventi e degli apprendimenti scaturiti grazie a quella relazione. E queste sintesi sono davvero importanti, anche solo per toccare con mano che ogni apprendimento è il risultato di una relazione, che ogni comprensione non è solo nostra, ma necessita di un “grazie” a qualcuno, talvolta al mondo intero. Grazie Lorin Maazel, che ti vai ad aggiungere alla folta schiera di coloro dai quali ho avuto un prezioso insegnamento!

Un santo tira l’altro

Fino a non moltissimo tempo addietro fioriva un filone letterario che si chiamava agiografico, e che consisteva nel descrivere le vite dei santi. Tali descrizioni erano piene di iperboli, di invenzioni, di esagerazioni, e non avevano nulla a che fare con la storia vera. In questo tipo di letteratura i buoni (=i santi) erano eroici, perfettissimi, infaticabili, mentre i malvagi (=diavoli, empi ed eretici) erano la quintessenza dei ogni perfidia.

Poche cose sono così rassicuranti che vedere il bene tutto da una parte e il male tutto dall’altra. Illuminismo, scientismo e laicismo hanno raso al suolo questa fiorente letteratura ed anche tutte le sicurezze che essa dava.

Eppure, sotto mentita veste, la letteratura agiografica non è affatto scomparsa, anzi sta facendo più audience di prima.

Pur avendo abolito da 20 anni la televisione dalla mia vita, mi è bastato vedere un telegiornale e ho scoperto che questa è la forma in cui il genere si è trasformato. Nel telegiornale, il padrone di turno della rete è il santo e i suoi oppositori sono i demoni.

E’ stupefacente vedere quanto sia tranquillizzante la totale divisione tra male e bene…